Verso le Primarie: due chiacchere con Lodovico Sonego

Verso le Primarie: due chiacchere con Lodovico Sonego

di Giacomo Lagona

Lodovico SonegoIeri sera parlando con Lodovico Sonego di Primarie e futuro del Partito Democratico, ne è uscita questa breve ma interessante intervista.
Buona lettura!

  • Mozione Bersani, mozione Martines: dove le differenze?

Bersani pensa ad un partito fondato su due gambe: gli elettori ma anche gli iscritti. Gli iscritti sono importanti ma oggi, con la gestione Veltroni-Franceschini, non contano nulla. In queste condizioni un partito non può radicarsi ed è condannato a rimanere un partito di opinione sul modello dei partiti americani che sono dei puri comitati elettorali. Bersani è più convincente sul versante della laicità. Franceschini è sostenuto da Francesco Rutelli, Paola Binetti e Dorina Bianchi che sulle questioni eticamente sensibili come il testamento biologico o la Ru486 hanno posizioni che non condivido. Potrei continuare.

  • Bersani o D’Alema: chi butti giù dalla torre?

Non butto giù nessuno dei due anche perchè sono entrambe persone di valore, così come non butto giù Franceschini o Rutelli. Abbiamo bisogno di tutti. Dopo il congresso ci attendono sfide importanti e dovremo fare tanta strada in salita, tutti insieme la faremo meglio.

  • Differenze sostanziali tra le tre mozioni nazionali e le tre regionali?

Le mozioni regionali sono ovviamente figlie di quelle nazionali. Infatti Martines e Bersani sono politicamente la stessa cosa e lo stesso dicasi per Serracchiani Franceschini. Martines e Serracchiani confermano entrambi di essere la stessa cosa dei rispettivi leader nazionali.

  • E le differenze tra i candidati?

Bersani e Martines mi paioni molto più con i piedi per terra, non a caso entrambi vengono dall’esperienza di governo. Lo si percepisce.

  • Parliamo del Partito Democratico: di cosa ha bisogno oggi il PD?

Una linea politica, una identità culturale ed ideale nonchè una connotazione programmatica che non abbiamo. Basti ricordare che in occasione della vicenda di Eluana Englaro Veltroni balbettava o era muto mentre il Paese ci chiedeva quale fosse la nostra posizione. Abbiamo fatto brutta figura.

  • Il PD regionale va abbastanza bene su base locale – infatti diversi comuni sono splendidamente amministrati dal centrosinistra -, mentre sul nazionale siamo sotto il 30 per cento con picchi di consensi oltre il 70 per cento per Berlusconi. Perché tutta questa disparità e dove dobbiamo cambiare e/o migliorare?

Francamente non vedo tutte queste meraviglie regionali. Abbiamo perso un sacco di comuni solo qualche mese fa, anche in provincia di Pordenone. Ritengo che qualche riflessione sia opportuna e che poi serva tanto olio di gomito.

  • Non parlavo di meraviglie, la mia era un’analisi su base media nazionale, cionondimeno hai oggettivamente ragione sui dati regionali.
    Tornando al discorso, perché Bersani, all’indomani delle dimissioni di Veltroni, non si è candidato alla segreteria quando aveva già annunciato la sua volontà di volerlo fare già da tempo?

A dire il vero Bersani ha annunciato la sua candidatura addirittura un paio di mesi prima delle dimissioni di Veltroni dicendo con chiarezza che le cose non andavano. Pi ci sono state le dimissioni del segretario e in quella occasione si è eletto di comune accordo un segretario che si è preso l’impegno di portarci al congresso.

  • Beh, a dire il vero c’è stata un’elezione con almeno due candidati tra cui Parisi. Dove e quali sono stati, se ce ne sono stati, gli errori di Franceschini in questi mesi di segreteria pro tempore?

Franceschini ha lavorato con serietà ed impegno per gestire una fase breve e difficile che per certi versi è stata di emergenza. Ora serve un profilo politico più consistente e di lungo periodo per costruire il partito e dare risposte ai problemi strutturali dell’Italia. Per questo sostengo Bersani.

  • Marino: terza forza o terzo incomodo?

Piuttosto un utile contributo al dibattito. Anche le posizioni minoritarie sono utili.

  • Marino e Bersani sembrano le due facce della stessa medaglia: entrambi vogliono una sinistra unita e forte ed entrambi hanno la stima e l’amicizia di D’Alema. Però il Senatore genovese vuole l’apertura totale del partito con le primarie sempre, mentre Bersani – al contrario – indica i circoli come unici ad avere la facoltà di eleggere tutte le cariche interne. Dove sta l’errore?

Bersani sostenuto da Massimo D’Alema, Franceschini sostenuto da Franco Marini. E’ un modo di ragionare con poco costrutto. Mi pare che ci sia della superficialità.  Cerchiamo di essere un po’ meno banali. Marini è stato un grande presidente del Senato e i suoi oltre settant’anni non sono stati certo un’handicapp. D’Alema è stato un grande ministro degli esteri. I fatti sono questi. Proporrei di fare uno sforzo per valutazioni meno superficiali.

  • Un ultima domanda: Primarie sì o Primarie no?

Per le cariche di partito, eccezion fatta per il segretario nazionale, è giusto dare la parola agli iscritti. Primarie sempre? Fino ad ora il Pd ha chiamato gli iscritti e gli elettori esclusivamente per fare primarie e di politica se ne è vista pochissima o nulla. Questo vale anche per noi in provincia di Pordenone. I circoli sono diventati espertissimi nel fare i seggi per le primarie ma non sanno nulla della crisi nelle fabbriche, dell’immigrazione, dei cittadini che hanno problemi, ecc. Saremmo stati più utili e apprezzati dagli elettori se avessimo fatto qualche seggio di meno e qualche volantino in più davanti alle fabbriche. Dico insomma che ci vuole equilibrio, servono le primarie ma di sole primarie si muore. E infatti il voto alle europee lo testimonia. Le primarie sono uno strumento indispensabile per scegliere i candidati sindaco, presidente della provincia, della regione o il candidato presidente del consiglio dei ministri. Qui infatti è giusto sentire gli elettori perchè sono essi che poi lo dovranno sostenere alle elezioni quelle vere.

  • Lodovico è stato veramente un piacere discutere con te e aver dato la possibilità alla città di sapere quale è la tua posizione per le nostre prossime elezioni. Salutandoti ti chiedo un ultima battuta proprio per gli amici delle Primarie.

Buon lavoro a tutti i democratici di Cordenons.

By |2009-10-09T01:19:57+00:00Ottobre 9th, 2009|Primarie|6 Comments

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6 Comments

  1. pietro 9 Ottobre 2009 at 12:44 - Reply

    Vorrei sottolineare prendendo spunto da quanto affermato da Sonego che la terza via (quella di Marino per intenderci) se pur sbrigativamente liquidata come “utile contributo al dibattito” è a tutti gli effetti quella che nei colloqui con la gente comune viene riferita come quella che si capisce di più anche per la chiarezza dei sì e dei no. Anche perchè tutta la discussione non può solo limitarsi alla forma del partito. Inoltre anche se minoritaria in provincia di Pordenone si è attestata su un non trascurabile 12% degli iscritti, il coinvolgimento di quanti ritengono utile una chiarezza programmatica non è soltanto utile al dibattito ma necessaria alla vita del partito

  2. clementina 9 Ottobre 2009 at 14:18 - Reply

    Mi sembra che Lodovico abbia sottovalutato la presenza di Marino a mero contributo al dibattito! Credo che, come sempre, il partito si rivolga solo al suo apparato! Marino però può essere la spinta giusta al rinnovamento! Molti degli elettori di Marino si sono iscritti al PD solo perchè lui é sceso in in campo. Le posizioni pulite e chiare che ha mantenuto Marino hanno costretto Franceschini a pronunciarsi sulla laicità! Netto è il no al nucleare da parte di Marino! Si è dimenticato il partito del referendum contro il nucleare?! Mi sembra vergognoso quello che avviene nella TV di stato dove nei TG sono messi in evidenza solo Franceschini e Bersani! Il Pd dovrebbe mettere in evidenza tale disparità! Ma c’è veramente democrazia nel vecchio e stantìo partito?

  3. Claudio 9 Ottobre 2009 at 22:58 - Reply

    Si dice che la paura faccia dimenticare. E’ quello che si capisce dalle risposte di Sonego. Rimuovere Marino e pure la Carloni. Paura solo a nominarne i nomi. Posizioni minoritarie le definisce, dopo che l’ho sentito anche definire monotematica la mozione Marino. Comunque faccio fatica a capire il paragonare il Partito alla bocciofila. La bocciofila lavora per i propri scopi associativi e ha bisogno solo dei suoi associati. Un Partito ha bisogno dei suoi elettori. E il rapporto tra elettori e partito deve essere stretto, senza pensare che possano usurpare spazi che molti ritengono privati. Quel modello di Partito che ho sentito sostenere dai fautori della Bersani, ha fallito nell’ultimo ventennio. Ed è fallito perchè è mancato il rapporto con gli elettori, mentre si è fatto forte il potere interno in mano a poche persone. Veltroni disse, il giorno che si dimise, non fate al prossimo segretario quello che hanno fatto a me. Ecco quelli che fecero quelle cose, che tutti sappiamo, oggi sono quelli che fanno i politicamente vergini. Io ho scelto Marino perchè è la rottura col passato.

  4. gianni ghiani 12 Ottobre 2009 at 11:35 - Reply

    Ovviamente esprimo una posizione di parte, ma credo che, alla luce della posizioni di Sonego e dei commenti che mi hanno preceduto, il punto di mediazione efficace tra Bersani e Marino sia proprio Franceschini.
    Franceschini punta su un Pd:
    1. d’avanguardia per metodo e forma-partito;
    2. forte e deciso nel fare opposizione;
    3. chiaramente riformista nei contenuti programatici;
    4. nitido nella scelta della laicità e a favore della contaminazione tra le culture di cui il PD è portatore.

  5. Giacomo Lagona 13 Ottobre 2009 at 19:09 - Reply

    Gianni se permetti anch’io sono di parte, però…

    Il metodo di Franceschini in questi mesi di segretariato è stato di non creare danni all’interno del Pd, fare buon viso a cattivo gioco sui suoi errori, rincorrere Bersani sull’opposizione a Berlusconi e ripetere i punti programmatici di Marino come fossero suoi.
    1) Forma-partito. Il partito che vogliamo con Marino: testamento biologico, decisivista, riformista, primarie e doparie sempre, elettori e circoli al primo posto…
    2) Preferisco soprassedere per ovvi motivi.
    3) Riformista? Alcuni spunti di Marino: superare il bicameralismo perfetto trasformando il Senato in camera delle Regioni. Ridurre il numero di parlamentari ed eletti a tutti i livelli.
    4) Franceschini è nitido nella scelta della laicità: e la Binetti, la Bianchi, Fioroni e Rutelli? O loro non contano?
    Marino: “La laicità è un metodo. Significa non porsi nel dibattito pensando di possedere la verità. Significa saper ascoltare le ragioni altrui e avere l’umiltà e l’intelligenza di confrontarsi anche con chi la pensa nella maniera opposta. Significa poi, che quando si chiude il dibattito, e si è presa una decisione, la si accetta tutti.” Ti ricorda qualcosa questo passaggio?

    Sei ancora convinto di quello che dici?
    Non vorrei contraddire il mio segretario, ma quando ci vuole ci vuole 😀

  6. gianni ghiani 14 Ottobre 2009 at 10:25 - Reply

    Sono più convinto che mai che Franceschini sia l’uomo giusto per guidare il PD. Franceschini dimostra di avere un grado di combattività più alto per fare opposizione alla maggiornaza di governo e una capacità di comunicare/persuadere più spiccato rispetto a Bersani e Marino (che comunque sinceramente stimo per rettitudine e competenza).
    Sui contenuti delle mozioni…a ben guardare e leggere soprattutto tra Marino e Franceschini sono di gran lunga i punti di assonanza che quelli di dissonanza. Sulla laicità dice esattamente le stesse cose.
    Dopodichè ci sono a sostenere Franceschini ci sono anche Binetti, Bianchi, Fioroni, Rutelli. A parte il fatto che Franceschini non poteva essere più chiaro nel giudicare la Binetti dopo il voto sulla legge contro l’omofobia (ha chiesto che se ne vada dal Pd), è del tutto evidente che, se è vero come è vero, che il Pd costitutivamente fa suo il principio che la diversità è ricchezza e che, perciò, le diverse culture politiche possono/devono contribuire a definire le scelte del partito, non si possono additare le persone che hai citato come degli appestati di cui liberarsi. Sono persone che stanno legittimamente dentro il partito con le loro idee e sensibilità. Certamente questi devono sapere che se si troveranno ad essere minoranza su certi temi, perchè con il voto il resto del partito -democraticamente- avrà scelto di andare verso una certa direzione (es.approvazione della legge sul testamento biologico, DICO, ecc), non gli sarà concesso in Parlamento di votare diversamente rispetto a quello che la maggioranza del partito ha deciso (salvo i casi -pochissimi- in cui a maggioranza il Pd deciderà di lasciare libertà di coscienza ai parlamentari).
    Se così non fosse, chiunque agisse in modo diverso dovrà rispondere delle sue azioni e sapere che dentro il Pd non ha più alcun senso starci.

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