Sono tornati gli affossatori della STU Makò

Sono tornati gli affossatori della STU Makò

Dico a Loperfido che un po’ di rispetto per chi lavora tenacemente per rimediare alle scelte passate, sarebbe dovuto! Noi del Pd pensiamo ad una visione alta che renda credibile un investimento di capitali sia pubblici che privati mirati a far diventare l’ex Makò un polo formativo innovativo capace di coniugare istruzione e sperimentazione, arte e cultura, sviluppo di competenze tecniche e rilancio di arti e mestieri

A rieccoli gli affossatori della riqualificazione dell’ex ‪‎Makò‬. Ci stavamo appunto chiedendo dove fossero finiti. Ebbene, son tornati reclamando, con il dito puntato, che il nuovo CdA della Stu e le istituzioni governate dal centrosinistra a livello regionale e nazionale non hanno ancora compiuto il miracolo. La pretesa appare per quello che è: pretestuosa. Mentre per dieci anni il centrodestra ha fatto di tutto per affossare il progetto di riqualificazione, ritardandolo prima con Elio De Anna e poi sconfessandolo per bocca e per mano dell’ex-presidente della Provincia Ciriani, ora si viene a dire che dopo soli tre mesi di cambio del CdA ancora non sono stati reperiti i finanziamenti?
Dico a Loperfido che un po’ di rispetto per chi lavora tenacemente e con passione per recuperare il tempo perduto rimediando alle scelte opposte compiute in precedenza rilanciando un progetto oggettivamente complesso che sembrava ormai destinato a morire sarebbe dovuto!

I soldi non nascono sugli alberi, tanto meno quelli pubblici in questa fase di crisi. Una cosa è certa: la Regione sta facilitando il percorso e non viceversa. Il dato di fondo è che i soldi che servono non c’è speranza di averli se non viene prospettata una nuova visione strategica sull’ex-Makò che rimetta in circolo fiducia e interesse reale per l’operazione.

Noi del Pd pensiamo ad una visione alta che renda credibile un investimento di capitali sia pubblici (europei, nazionali e regionali) che privati mirati a far diventare quell’area un polo formativo innovativo capace di coniugare istruzione e sperimentazione, arte e cultura, sviluppo di competenze tecniche e rilancio di arti e mestieri. Un polo propulsore di professionalità, iniziative e opportunità i cui benefici non ricadrebbero solo sulla Città di Cordenons, ma almeno sull’intera Unione dei Comuni del Noncello con ben oltre 120 mila abitanti. Per i giovani del nostro territorio, per le nostre comunità, per la costituenda Unione intercomunale bisogna tutti tifare perché il progetto di rilancio abbia successo e non insuccesso. Gli affossatori ci ripensino. Può diventare anche per loro una occasione per concorrere alla realizzazione di una delle sfide più difficili e importanti che oggi abbiamo davanti, per il bene di tutti.

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By |2015-05-28T09:49:47+00:00Maggio 28th, 2015|Comunicazioni|0 Comments

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