Siete invitati ad indossare l’abbigliamento informale

Siete invitati ad indossare l’abbigliamento informale

La riforma sulla scuola e sull’università voluta dal ministro unico dell’Istruzione Mariastella Gelmini dovrebbe approdare a breve in Senato per essere votata. In questi giorni tutti gli atenei – dalla Sapienza di Roma all’Università di Cagliari, dalla Statale di Milano all’Università di Catania all’Ateneo di Udine- sono in mobilitazione contro il ddl Gelmini e i tagli previsti all’istruzione dalla Finanziaria di Tremonti che mette letteralmente in ginocchio le università e la ricerca. In tutto questo scempio culturale, c’è invece chi ha il coraggio di andare in un ateneo a parlare con studenti e docenti: è il premier Silvio Berlusconi e l’università scelta è l’eCampus della Cepu di Francesco Polidori a Novedrate.

Per chi fosse poco informato su cosa sia il Campus in questione, ecco un bignamino che delucida sulle attività svolte dall’ateneo brianzolo. Nato nel 2006 con decreto ministeriale dell’allora ministro Moratti, l’università telematica della Cepu è però l’unica ad aver avuto il parere negativo del Consiglio universitario nazionale (Cun) e dal Comitato nazionale per la valutazione (Cnvu).  Non solo. Poche settimane fa il Cun ha segnalato alla Gelmini molte incongruenze sul funzionamento delle università telematiche in Italia. Gli esperti del Cnvu sono attesi entro l’anno a Novedrate proprio per verificare la rispondezza dell’offerta didattica con gli standard di legge. Sul sito della Cepu e negli uffici della stessa, si vedono molti manifesti pubblicitari che invitano gli studenti ad usate la rete, ergo eCampus, per laurearsi studiando da casa ed effettuando le conseguenti verifiche ed esami stando comodamente davanti al computer.

Ma chi è a capo di eCampus? L’intricatissimo sistema societario di eCampus è oggi riconducibile a una fiduciaria lussemburghese, Jmd International Sa, di cui non è chiara la proprietà. Nelle agenzie Cepu, dove si propone l’iscrizione ai corsi di laurea eCampus, che rilasciano titoli con valore legale, si offrono anche lauree della libera università di Herisau, più volte inserita nella lista nera dei titoli falsi dal ministero dell’Università. Ma il ministro Gelmini invece di controllare come e se le università telematiche seguano l’iter ministeriale, fa orecchie di mercante invitando i prof ad andare in pensione prima.

Vi sembra possibile che il ministro dell’Istruzione non sappia come funziona eCampus? non sappia che Mr. Cepu rilascia attestati universitari senza alcun valore provenienti da atenei riconosciuti dal ministero come falsi? vi sembra possibile che con le mobilitazioni dei prossimi giorni contro i tagli alle università e alla ricerca  per la manovra di Tremonti, l’unico ateneo visitato dal Presidente del Consiglio sia proprio quello non approvato dal Consiglio universitario nazionale e dal Comitato nazionale per la valutazione? vi sembra possibile che nell’imbarazzo della scelta per le università del nostro paese, Silvio Berlusconi vada a visitarne proprio una privata?

Agli oltre 3mila iscritti all’ateneo telematico eCampus, il rettore Lanfranco Rosati in persona ha inviato una mail settimana scorsa precisando che lunedì mattina 19 luglio il campus verrà visitato privatamente dal premier Silvio Berlusconi, il quale «parlerà con studenti e docenti» e sarà un evento – sottolinea Rosati ad ogni studente telematico – «che arriccherà la tua esperienza formativa». Come dire, da non perdere. Tant’è che subito dopo l’e-mail precisa di comfermare la presenza via posta elettronica o telefonincamente e contiene persino un tassativo consiglio su come vestirsi per incontrare il premier: «Siete invitati ad indossare l’abbigliamento informale».

(Giacomo Lagona)

By |2010-07-18T11:30:57+00:00Luglio 18th, 2010|Governo|14 Comments

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14 Comments

  1. Giorgio 18 Luglio 2010 at 17:28 - Reply

    Se qualcuno è interessato alle truffe CEPU e all’e-Campus può visitare il sito http://www.liberibelli.it
    L’e-Campus è stata fondata praticamente dal CEPU ed è un’università dove vengono offerte solo slide. Costa la bellezza di 3900 euro più i soldi perl permanenza al campus e per il tutoraggio aggiuntivo.

  2. gianni ghiani 19 Luglio 2010 at 19:26 - Reply

    Chissà quanti allocchi abboccano a questa forma “plastificata” di formazione costruita attorno a un target di “cliente” il cui scopo è quello di avere un titolo senza fare fatica piuttosto che acquisire competenze reali da impiegare!

  3. Vittorio 20 Luglio 2010 at 13:35 - Reply

    L’e-Campus è collegata anche alla laurea Herisau:

    http://herisau.irregular.it/info_herisau.asp

    Guardate guardate.
    E stupite.

    • Redazione 20 Luglio 2010 at 22:07 - Reply

      L’abbiamo scritto che è collegata all’Herisau, ma avere informazioni in più è sempre una buona cosa. Grazie!

  4. Vittorio 20 Luglio 2010 at 23:18 - Reply

    Allora volete qualcosa di più interessante? Leggete questi commenti (e l’articolo in alto):

    http://www.campus.it/blog/2010/07/20/questuomo-e-un-genio/#comments

    Il direttore Giampaolo Cerri ha dimostrato pubblicamente l’esistenza di dipendenti del CEPU che si fingono studenti dell’e-Campus!!!
    Internet pullula di queste persone che hanno invaso forum universitari e blog.

    • Redazione 20 Luglio 2010 at 23:53 - Reply

      E’ brutto vedere sbandierata la propria privacy a destra e a manca, a prescindere se a torto o a ragione… se capisci che voglio dire

  5. Vittorio 21 Luglio 2010 at 13:10 - Reply

    Credo che quei siti per rintracciare gli ip la tutelino.
    Cioè se io so che tu sei 280.005.eccetera non so il tuo indirizzo e il tuo cognome ma so che operatore stai usando e in che città sei.
    In questo caso il grullo aveva una rete interamente del CEPU ed è stato beccato.

    • Redazione 23 Luglio 2010 at 23:41 - Reply

      Potevano anche evitare di renderlo pubblico citando la rete Cepu di provenienza 😉

  6. Vittorio 26 Luglio 2010 at 18:04 - Reply

    Scusa se sono diretto ma vi lamentate della legge bavaglio e poi protestate se un giornalista sbugiarda una “truffa” sulla rete?

    • Redazione 26 Luglio 2010 at 20:13 - Reply

      Beh, io non la chiamerei truffa dato che nessuno ha truffato nessuno, e i troll ne fanno ben di peggio. Al contrario si potrebbe parlare di violazione della privacy divulgando dati che solo l’amministratore del sito dovrebbe avere, e che non è tenuto in nessun modo a divulgarli tranne in casi eccezionali con la conferma della polizia postale.
      Ma questa è una storia talmente ridicola che anche se pubblici quei dati non recano affatto un danno, quindi sì, era un grullo esattamente come dicevi 😀

      • Vittorio 26 Luglio 2010 at 20:58 - Reply

        Chiamiamola “truffa” fra virgolette, chiamiamolo inganno ma queste persone si spacciano studenti e invece sono dipendenti CEPU.
        D’accordo che non si tratta propiamente di una truffa ma…

        http://it.wikipedia.org/wiki/Truffa

        una persona che legge di uno studente che si trova bene poi dice “Perché no?” e sborsa 3900 euro all’anno più soggiorni al “campus” più servizi di ristorazione mentre in realtà questi “studenti” non sono chi dicono di essere.
        Tenendo conto che tanta gente lo fa per migliorare la sua vita e quella dei suoi cari a me sembra che quello che è successo sia stata una cosa schifosa.
        A mio avviso il giornalista non ha violato la privacy di nessuno perché secondo questa logica bisognerebbe denunciare lui e tutti questi servizi che danno la possibilità di riconoscere gli ip compresi tantissimi siti che offrono statistiche gratuite e non.
        Sia chiaro che non voglio iniziare una diatriba su chi ha ragione e chi ha torto, io tutto quello che ho da dire l’ho detto e ti faccio i complimenti per il sito.
        Eventualmente nella prossima risposta ci si saluterà meglio.
        Cordialmente. 🙂

        • Redazione 26 Luglio 2010 at 21:29 - Reply

          Vittorio è capitato che un prof – se è un prof, dato che non si hanno prove nemmeno su questo – ha fatto della pubblicità gratuita per la struttura per cui lavora, capita tutti i giorni, è prassi normale in una struttura privata. Ognuno è libero di partecipare a tutti i corsi che vuole, l’importante che siano legali e rilasciano attestazioni qualificate per la specificità degli studi. Se ci basiamo solo sui commenti in un post, dovremmo chiudere il 99,99% degli istituti privati esistenti, ma non è questo che vogliamo. Ciò che vogliamo, noi come forza politica e tu come cittadino con la possibilità di frequentare la scuola migliore che ti si può offrire, è di avere a che fare con persone – e aziende – serie che non infrangano la legge solo per il loro rendiconto. Semplice, no?

          Per rispondere alla tua versione di non violazione della privacy: la maggior parte dei siti di sondaggi e statistiche online indicano chiaramente che verranno pubblicati gli IP dei commentatori, dunque è a discrezione dell’utente decidere o meno di commentare e far pubblicare i propri dati. Su campus.it invece non c’è questa clausola, quindi diventa una violazione della privacy.

          Grazie per i complimenti che fanno sempre bene quando vuoi fai un salto dalle nostre parti che andiamo a bere qualcosa 😀
          Ciao e grazie ancora

  7. Vittorio 26 Luglio 2010 at 22:16 - Reply

    Chiarissimo. Aggiungo solo che lo staff del CEPU usa queste persone chiamate in gergo colloquiale “banneristi” che fanno pubblicità. Non si tratta di professori ma di tutor e segretari che mascherano la loro identità, ripeto, spacciandosi per studenti. Le prove sono sparse in molti forum e blog.
    Il vostro blog è costruito molto bene e gli articoli molto interessanti, rinnovo i complimenti. Un saluto.

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