Per favore, ‪#‎SalvateSalvini‬

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Vedo solo falsi profughi intenti a invadere l’Europa, non donne e bambini in fuga dalla guerra”. Con questa frase Matteo Salvini ha aperto il tour odierno in Friuli Venezia Giulia. Ma noi siamo buoni, quindi lo aiuteremo a capire le dinamiche di questi “falsi profughi”.

Vorrei far notare al ‘capitano’ che nel solo 2014 i migranti nel mondo (232 milioni nel 2013 secondo l’Onu) sono giunti probabilmente a sfiorare i 240 milioni, con una incidenza superiore al 3 per cento sulla popolazione mondiale. Movimenti migratori di una tale entità obbligano a riflettere sulle disuguaglianze che attraversano il pianeta: sono 1,2 miliardi le persone che sopravvivono con un reddito al di sotto di un dollaro giornaliero (Rapporto Undp). Inoltre, vorrei far notare a Salvini che l’80% della popolazione mondiale è costretta a vivere con il 5,5% della ricchezza globale (Rapporto Oxfam).

I paesi del Nord del mondo, anziché farsi maggiormente carico dei flussi migratori, si preoccupano di chiudere le frontiere per bloccarli, spesso in aperta violazione delle tutele internazionali sull’accesso al diritto d’asilo, e a tal fine molti hanno persino costruito o progettato muri e recinzioni (almeno 65 nel mondo). Indirettamente i migranti rimediano, almeno in parte, alle disparità economiche tra i diversi paesi con rimesse per 436 miliardi di dollari inviati verso i paesi in via di sviluppo, con un aumento annuale del 4,4%, di cui 5,3 miliardi di euro dall’Italia (dati Banca Mondiale e Banca d’Italia). Nel 2014, per la prima volta, il numero mondiale di migranti forzati ha sfiorato i 60 milioni (59.965.888), con un aumento annuo di 8 milioni. Di questi 60 milioni, 38 milioni sono costituiti da sfollati interni (fonte Norwegian Refugee Council) mentre i restanti 22 milioni fanno parte di un folto gruppo di richiedenti asilo e rifugiati (rispettivamente 1,8 e 20 milioni), includendo tra questi ultimi anche 5,6 milioni circa di palestinesi (dal 1949 sotto il mandato dell’Unrwa). Il maggiore aumento ha riguardato i richiedenti asilo (+54,3%) e i rifugiati (+22,9%). Nel 2015 la Siria è divenuta il principale paese di origine di questi ultimi (3,9 milioni, da aggiungere ai 7,6 milioni di sfollati interni), superando l’Afghanistan (2,6 milioni) e la Somalia (1,1 milioni). Inoltre, in prospettiva, l’Africa, dove 21 Stati sono alle prese con guerre e conflitti interni, raddoppierà a metà secolo la sua popolazione, e, con 2,5 miliardi di abitanti, sarà quasi cinque volte più popolosa dell’Unione europea, che però già ora gode di una ricchezza più di tre volte superiore.

Nel 2014 sono sbarcate in Italia oltre 170mila persone, tra richiedenti asilo e migranti economici (con la previsione di un andamento simile nel 2015), ma diverse altre sono arrivate per ricongiungimento familiare e per altri motivi (religiosi, sanitari, di studio, ecc.) attraverso i canali regolamentari. Le richieste di asilo registrate nell’anno sono state 64.625 (l’andamento è stato sostenuto anche nel 2015) e hanno coinvolto persone provenienti in prevalenza dall’Africa subsahariana (Nigeria 10.135, Mali 9.790, Gambia 8.575 e Senegal 4.675), ma in buona misura anche dall’Asia (Pakistan 7.150, Bangladesh 4.535 e Afghanistan 3.120) e, per quanto riguarda l’Europa, dall’Ucraina (2.800). Nel 2014 gli stranieri intercettati dalle forze dell’ordine in condizione irregolare sono stati 30.906 (dati del Ministero dell’Interno) e di essi il 50,9% è stato effettivamente rimpatriato (15.726).

Tra gli stranieri residenti in Italia, i non comunitari sono i più numerosi (3,5 milioni), sebbene sia rilevante la provenienza europea: 2,6 milioni, dei quali quasi il 60% cittadino UE (1,5 milioni). La collettività più numerosa è quella romena (1.131.839), seguita dai cittadini dell’Albania (490.483), del Marocco (449.058), della Cina (265.820) e dell’Ucraina (226.060). Questi immigrati mostrano una forte tendenza all’insediamento stabile, soprattutto i non comunitari, i quali per oltre la metà hanno ottenuto un permesso CE come lungo-soggiornanti, e quindi a tempo indeterminato. Inoltre nel 2014 sono stati 129.887 gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana (+29,0% rispetto al 2013, un anno che già aveva registrato un fortissimo aumento rispetto all’anno precedente), mentre risultano in leggera diminuzione i matrimoni misti (18.273 nel 2013, il 9,4% delle 194.097 nozze celebrate in totale nell’anno), ai quali si aggiungono quelli tra partner entrambi stranieri (7.807, il 3,8% del totale). Su un totale di 502.596 bambini nati nel corso del 2014, quelli con genitori entrambi stranieri sono stati 75.067, il 14,9% del totale. D’altra parte, dei quasi 1,1 milioni di minori stranieri, sono stati 814.187 gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2014/2015, il 9,2% di tutti gli iscritti: un’incidenza decisamente superata nel Nord e nel Centro (rispettivamente, 13,6% e 11,1%) e più bassa nel Sud (3,0%) e nelle Isole (2,9%). I più numerosi in assoluto sono gli studenti di cittadinanza romena (157.497, il 19,3% del totale), cui seguono gli albanesi (109.769, 13,5%), i marocchini (102.515, 12,6%) e, con numeri meno alti, i cinesi (41.882, 5,1%), i filippini (26.147, 3,2%), i moldavi (25.057, 3,1%) e gli indiani (24.772, 3,0%). Anche tra gli alunni stranieri vi sono quelli con disabilità: in tutto 26.626, l’11,5% di tutti gli studenti disabili registrati dal Miur. Nelle università italiane, invece, gli iscritti stranieri (69.176 su un totale di 1.640.956 nell’anno accademico 2013/2014) incidono per il 4,2%, un valore che scende al 3,3% tra i laureati (9.913 stranieri su un totale di 302.231 nel 2013). I paesi più rappresentati sono l’Albania (10.782 iscritti, pari al 15,6% degli universitari stranieri), la Cina (7.028: 10,2%), la Romania (6.615: 9,6%), l’Iran (2.815: 4,1%), il Camerun (2.685: 3,9%), la Grecia (2.253: 3,3%) e la Repubblica di Moldova (2.056: 3,0%).

Da molti anni siamo alle prese con gli effetti della crisi economica più lunga dal dopoguerra ad oggi, ma l’immigrazione può costituire un sostegno non solo per lo sviluppo dei paesi di origine (basti pensare alla funzione delle rimesse o degli immigrati imprenditori) ma anche per l’Italia, sostenendone l’equilibrio demografico e, soprattutto in questa fase, la ripresa economica e occupazionale. La società civile, in questo, può ricoprire un ruolo fondamentale, a partire dai processi di integrazione quotidiana, che costituiscono la base per arrivare a soluzioni normative più soddisfacenti, come di recente è avvenuto riguardo alla riforma della cittadinanza ispirata a uno ius soli temperato. Pur nelle difficoltà, e spesso anche nelle incomprensioni, diversi sono stati, finora, i miglioramenti realizzati, anche grazie all’associazionismo degli e per gli immigrati. Ma molto resta ancora da fare per costruire una società più aperta e coesa. Ma questo non ditelo a Salvini…)

Pertanto, caro Salvini, di quali falsi profughi sta parlando?

Cfr Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2015

By |2016-01-26T19:18:45+00:00Gennaio 26th, 2016|Mondo|0 Comments

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