Regolamentazione delle intercettazioni telefoniche

Regolamentazione delle intercettazioni telefoniche

Intervento del consigliere  Natale Sorrentino al Consiglio straordinario del 18/11/2009

Regolamentazione delle intercettazioni telefoniche: uno degli strumenti con cui il centrodestra intende dare una bella spallata allo stato di diritto

  • Il governo propone di intensificazione le indagini tradizionali.

E’ una favola, non ci sono mai stati risultati significativi. Le indagini senza intercettazioni si risolvevano in sentenze di assoluzione per insufficienza di prove. Sin dagli anni ’70 molti investigatori, ancora prima di Falcone e Borsellino, utilizzarono questo strumento, ottenendo significativi risultati. La mafia iniziò a perdere l’impunità quando magistrati, poliziotti carabinieri capirono che bisognava ascoltare le “voci di dentro”.

  • Il governo parla di un paese di intercettati e di violazione di massa della privacy.

Si tratta delle stesse cifre moltiplicate all’infinito con l’obiettivo di intimorire l’opinione pubblica e giustificare la mannaia su uno degli strumenti investigativi che mettono in pericolo anche la criminalità del potere. Secondo i dati ufficiali del Ministero della Giustizia del 2007, sono 20.000 gli italiani intercettati.

  • Il governo sostiene che comunque si tratta di un numero abnorme, rispetto agli altri paesi, sfuggito a qualsiasi controllo.

E’ vero il contrario. In Italia, solo in Italia, per intercettare qualcuno occorre l’autorizzazione di un giudice, non del pubblico ministero (che rappresenta l’accusa), né della polizia giudiziaria che svolge le indagini. In Inghilterra, per esempio, il potere di intercettare SENZA AUTORIZZAZIONE GIUDIZIARIA è riconosciuto a polizia, servizi segreti, enti pubblici, uffici postali e pompieri. Negli Stati Uniti perfino i vigili urbani possono farlo.

  • Il governo sostiene che le intercettazioni costano troppo.

E’ vero, in Italia costano più che nel resto d’Europa, perché lo Stato italiano le paga a prezzi vertiginosi alle concessionarie di telefonia. Negli altri paesi sono gli Stati ad imporre i prezzi o addirittura la gratuità. E solo in Italia abbiamo una così diffusa rete di organizzazioni criminali. Per ridurre i costi lo Stato potrebbe dotarsi autonomamente di quelle apparecchiature necessarie per le intercettazioni ambientali (come le microspie), invece che noleggiarle dai privati a prezzi folli.

  • Il governo, riferendosi al caso Genchi, accusa che 350.000 persone sono state “messe sotto controllo”.

Genchi fu incaricato dall’autorità giudiziaria di acquisire i tabulati del traffico telefonico di indagati, per ricostruire il loro sistema di relazioni. Attualmente non risulta che Genchi sia mai andato oltre il mandato ricevuto.

  • Il governo sostiene che la nuova legge sulle intercettazioni non intaccherà le indagini di mafia.

La maggior parte dei processi di mafia nasce da intercettazioni per reati comuni e solo successivamente vengono acquisiti elementi di prova sulla mafiosità dell’indagato. La proposta di legge del governo prevede che prima bisogna provare la colpevolezza dell’indagato e poi intercettarlo. Questo vuol dire soffocare sul nascere tante opportunità investigative utili a scoprire mafiosi insospettabili e crimini di mafia. Prendiamo per esempio la cattura di Domenico Raccuglia, numero 2 di Cosa Nostra, che, in assenza di intercettazioni sarebbe ancora, come si dice, uccel di bosco. Oppure i medici indagati per i gravi reati commessi sui pazienti della clinica “S. Rita”…

By |2009-11-22T20:37:33+00:00Novembre 22nd, 2009|Comunicazioni|0 Comments

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