Quando il bene inalienabile diventa allarme sociale

Quando il bene inalienabile diventa allarme sociale

di Natale Sorrentino

Dopo un paio di decenni in cui si sono celebrati i fasti del “privato”, per definizione efficiente, in contrapposizione al “pubblico”, inefficiente in quanto tale, oggi ci rendiamo conto dell’insostenibilità di tali affermazioni. Vedasi il sistema bancario privato, il sistema sanitario privato e i mille servizi che il pubblico ha relegato al privato (autostrade, autovelox, telecomunicazioni…).
Fra pubblico ed efficienza non c’è nessuna contraddizione, a patto che il servizio venga gestito con criteri di trasparenza ed ottimizzando le risorse. Anzi, non essendo il “profitto” lo scopo della gestione pubblica di un servizio, questa può offrire al cittadino un servizio migliore ed economicamente conveniente. Infine, riferendomi ad alcuni fatti di cronaca, trovo insopportabile che un cittadino rischi la morte, come purtroppo è accaduto, perchè non è in grado di pagare la bolletta per l’erogazione di un servizio (in quel caso il gas).

Ritengo che l’acqua, la luce e il gas debbano essere considerati “beni inalienabili” della persona e che gli enti, anche in caso di “morosità”, debbano continuare ad erogare un minimo vitale di energia e di acqua. Come del resto avviene in altri paesi, come il Belgio o la Francia, in cui la “morosità” viene letta come “allarme sociale” e non come pretesto per “tagli” e “repressione”.

By |2009-12-14T19:58:45+00:00Dicembre 14th, 2009|Mondo|3 Comments

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3 Comments

  1. gianni ghiani 15 Dicembre 2009 at 10:24 - Reply

    Credo anch’io che per alcuni beni vitali, e perciò inalienabili al cittadino del XXI secolo, si debba spingere affinchè per legge e non per carità venga assicurato un “minimo vitale garantito” di acqua, gas, elettricità da finanziare attraverso la fiscalità generale.
    A questo deve corrispondere una maggiorazione progressiva dei costi in base ai consumi dei medesimi beni in modo tale da indurre tutti a non sprecarli visto che non sono infiniti.

    Aggiungo che anche la connessione internet varrebbe la pena considerarla tra i beni essenziali. Volentieri faccio pubblicità a un privato che ha deciso di dare l’esempio: PNBOX ha sposato questa filosofia e garantisce a tutti i clienti e visitatori acqua e internet gratis.

    • admin 15 Dicembre 2009 at 15:02 - Reply

      Si potrebbe fare un OdG in Consiglio su questo tema? La mia è un’idea senza presa di posizione alcuna, ma sarebbe bello se almeno noi del Pd ci facessimo carico di portare avanti una campagna così utile come quella dei beni primari, e portarla fino ai gradini più alti della politica.

  2. Natale Sorrentino 15 Dicembre 2009 at 15:25 - Reply

    Io sono pronto.
    Natale Sorrentino

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