Ongaro batta un colpo sul Piano dell’Unione

Ongaro batta un colpo sul Piano dell’Unione

Il cumulo dei problemi irrisolti – sempre gli stessi da quattro anni e mezzo – richiedono decisioni vere per risolverli, non chiacchiere sui nomi e polemiche infinite. Al di là deI Bilancio di previsione 2015, di fatto inutile approvandolo a settembre, la necessità è di darsi un ruolo da protagonisti all’interno della costituenda Unione del Noncello. Finora il centrodestra è rimasto colpevolmente fuori dai giochi

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In vista del 2016 da giorni imperversa il toto nomi. Nel centrodestra spuntano candidati sindaci come funghi. Ottimo per noi, facciano pure, ma il cumulo dei problemi irrisolti – sempre gli stessi da quattro anni e mezzo – richiedono decisioni vere per risolverli, non chiacchiere sui nomi e polemiche infinite.

Al di là deI Bilancio di previsione 2015, di fatto inutile approvandolo a settembre, la necessità è di darsi un ruolo da protagonisti all’interno della costituenda Unione del Noncello. Finora il centrodestra è rimasto colpevolmente fuori dai giochi. La passività è un errore politico gravissimo.

Quel che è successo ad agosto forse è passato inosservato: la proposta di Statuto UTI è stata approvata dalla Conferenza dei sindaci senza il voto di Ongaro che è il sindaco del secondo Comune più importante dell’Unione. Entro la fine del mese lo Statuto dovrà essere messo in votazione in Consiglio Comunale. Cosa farà la maggioranza? Lo boccerà lasciandosi commissariare dalla Regione, oppure lo approverà? L’onta non sarebbe di poco conto, tuttavia, se anche dovesse arrivare il commissario, il suo compito sarebbe limitato all’approvazione dello Statuto (commissariamento “ad acta”).

Vada per lo Statuto che, alla fine dei conti, stabilisce le funzioni amministrative da gestire in comune, obbligatorie per legge, e i meccanismi per la governance politica dell’Unione, ma entro il 30 novembre la legge regionale fissa un altro termine importante: l’approvazione del Piano dell’Unione. Per chi non lo sapesse il Piano è quel documento in cui dovranno essere scritti nero su bianco sia gli obiettivi e l’assetto organizzativo dei servizi, sia gli obiettivi strategici da perseguire nei prossimi tre anni per promuovere lo sviluppo socio-economico di 116.000 abitanti. Bisogna pensare alla “città di città” e allo sviluppo complessivo dell’UTI, non solo al proprio orticello. Il documento è strategico perché la L.R.18/2015 sulla finanza locale stabilisce che dal 2016 i trasferimenti regionali andranno prioritariamente alle UTI e non ai singoli Comuni! Quindi, se la maggioranza continuerà a litigare guardandosi l’ombelico senza partecipare alle trattative per la definizione del Piano triennale, farà un danno enorme ai cordenonesi. Sveglia! I prossimi due mesi e mezzo richiedono una visione politica all’altezza.

Il centrosinistra di Cordenons, con il Pd in testa, è pronto al confronto e chiede uno scatto di intelligenza e protagonismo su quattro priorità:

  1. valorizzazione anche a fini turistici del patrimonio naturalistico che accomuna, con i magredi, le risorgive e i fiumi Noncello e Meduna, buona parte del territorio;
  2. rilancio della manifattura puntando sull’innovazione delle aree industriali insieme alla tutela del piccolo commercio;
  3. innovazione dell’agricoltura incentivando la produzione ortofrutticola e vitivinicola di qualità;
  4. promozione della vocazione culturale e artistico-musicale del territorio puntando specialmente sui giovani talenti (prioritaria la riqualificazione dell’ex-Makò).

Il sindaco Ongaro batta un colpo e si muova. Non c’è tempo da perdere in chiacchiere da cortile!

By |2015-09-14T19:16:04+00:00Settembre 14th, 2015|Comunicazioni|0 Comments

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