Il regime da asporto

Il regime da asporto

In Italia vige un regime che combatte con tutti i mezzi, leciti e meno leciti, chi non è d’accordo con il loro modo di governare.

Ieri su Canale 5 è andato in onda un servizio che palesemente violava la privacy del giudice Mesiano (il giudice del Lodo Mondadori) con un pedinamento a cui ha portato l’insostenibile verità che il giudice “è stravagante” perché aspetta il suo turno dal barbiere e fuma troppo nell’attesa. D’altronde, come ha detto la pseudo-giornalista di Mattino5, “alle sue stravaganze siamo ormai abituati. Mesiano ci regala un’altra stranezza: guardatelo seduto su una panchina, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese”. Oddio, dovrebbe andare in galera: il pantalone blu col mocassino bianco e il calzino turchese stonano da morire!

Vedendo il filmato sarete d’accordo che stiamo andando verso una deriva che porta ben oltre la tv spazzatura, siamo già arrivati alla tv di regime.

Non è finita qui però. Il 12 ottobre negli Stati Uniti si celebra il Columbus Day, una festa celebrata in molti paesi delle Americhe per commemorare il giorno dell’arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492. Come ogni anno una delegazione italiana manifesta per le strade di New York portando i nostri colori al di la’ dell’Oceano. Quest’anno il piacere e l’onore di rappresentarci lo ha avuto il Ministro della difesa Ignazio La Russa.

La Russa è pronto a partecipare alla sfilata: sorride, stringe mani, fa linguacce, prima di prendere posto su una Maserati biposto. La festa gliela rovinano i cittadini di “Qui New York libera”, associazione che in Italia, in vari episodi, ha contestato ministri e politici. I contestatori, armati di cartelli, gridano nei confronti del ministro: “Lo stato non può trattare con la Mafia. Se Mangano è un eroe, Borsellino cos’è?”. La Russa tace, e la Maserati parte. I “sovversivi” però lo seguono e, appena la macchina si ferma, continuano con le loro contestazioni. Questa volta La Russa perde la testa: mette le mani alla bocca e, in tipica posa da stadio, urla: “Mi ricordo, sei un pedofilo” rivolto verso i contestatori. Rincara la dose: “Vergognati, mi ricordo cosa facevi, alle bambine”. Fa un cenno con la mano ad un uomo del suo seguito, questo si avvicina al gruppo e dice, come se chiedesse una cortesia “Ma tu sei un pedofilo, cosa parli?”. Quelli di “qui New York libera” rimangono basiti e stupiti. Un ministro dovrebbe accettare le critiche perché fanno parte del suo lavoro, ma La Russa probabilmente la pensa diversamente.

Nei Tg naturalmente il video non è passato, e sui giornali la notizia non viene riportata perché ritenuta poca importante. Per fortuna c’è YouTube.

By |2009-10-17T15:39:21+00:00Ottobre 17th, 2009|Governo|2 Comments

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2 Comments

  1. Natale 18 Ottobre 2009 at 16:22 - Reply

    Io posseggo addirittura un maglione turchese. Devo cominciare a preoccuparmi? Perchè non pubblicate le foto “abbiamo tutti i calzini turchesi” oppure “siamo tutti strani”?

  2. Giacomo Lagona 19 Ottobre 2009 at 11:36 - Reply

    Ciao Natale, non ho nulla contro “i calzini turchese”, francamente non vorrei arrivassimo però a questo 🙂
    Ciao

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