I furbetti del quartierino

I furbetti del quartierino

A volte si fanno i conti senza l’oste, e l’oste potrebbe anche essere più scaltro. I due poliziotti di Bergamo che avevano sequestrato 900 euro di merce contraffatta ad un senegalese clandestino, sono stati oggi arrestati perché la loro vittima si è dimostrata non solo più furba, ma molto più coraggiosa di quel che loro credevano. E sì perché i poliziotti avevano sequestrato la merce contraffatta senza emettere nessun verbale, quindi intascandosi la merce, ma il giovane senegalese, pur sapendo di rischiare l’espulsione, va e li denuncia: due poliziotti arrestati e un altro ai domiciliari con l’accusa di peculato, violenza privata e falsità in atti pubblici. Al senegalese è stato dato il foglio d’espatrio naturalmente, ma volete mettere la gioia che gli farà compagnia per tutto il viaggio fino a casa?

By |2010-01-19T21:25:02+00:00Gennaio 19th, 2010|Mondo|1 Comment

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One Comment

  1. Gesualdo Gustavo 31 Ottobre 2011 at 17:53 - Reply

    La furbetteria italiana ed il belpaese della criminalità organizzata

    Leggere le ultime notizie italiane è come leggere un bollettino di guerra, una guerra che si combatte tutta sulla infiltrazione e sull’abuso distorsivo del potere e delle funzioni pubbliche.

    L’esempio di indagini della magistratura che coinvolgono alti ufficiali della Guardia di Finanza, ex giudici e parlamentari e faccendieri della “furbetteria italiana” riuniti in “associazioni d’affari con finalità corruttive”, una sorta di mini-logge segrete pseudo massoniche con numerazioni in sempre in crescita:
    P2, P3, P4, etc.

    Ed ecco un’altra notizia da brividi:

    condannati a pene detentive l’ex governatore della Banca d’Italia, i vertici di alcuni istituti bancari ed un colosso imprenditoriale dei “palazzinari italiani”.

    La furbetteria italiana offre altri spaccati della propria inclinazione alla illegalità nella connotazione che assume una delle indagini dell’ottimo magistrato italiano Henry John Woodcock:

    quattro alti magistrati (un ex procuratore generale, due sostituti procuratori generali, un ex sostituto procuratore della Repubblica), alcuni membri dell’ispettorato del ministero della giustizia, agenti delle forze dell’ordine e dell’intelligence che, riuniti in associazione segreta, pare utilizzassero informazioni coperte dal segreto e assunte per motivi d’ufficio per avanzare nella carriera ed ottenere altri vantaggi, come quello dell’annientamento di quei magistrati leali e corretti come il dr Woodcock, cui andava rovinata la reputazione, al fine di eliminare un potenziale concorrente alla carriera ed un pericolo per la continuazione stessa delle finalità malavitose associative.

    Incredibile, ma a quanto pare, vero.

    Emerge sempre più chiaro negli ultimi decenni, un quadro di violazioni continue al potere ed alle funzioni pubbliche, esercitati illecitamente al fine di garantire arricchimenti ed ulteriori occupazioni di parti del potere pubblico al fine di infiltrare ed occupare dal di dentro quanto più potere in forme associative più o meno segrete.

    Una devastazione vera e propria del sistema democratico ed istituzionale, aggredito continuamente anche dal tradimento di quei funzionari pubblici che dovrebbero invece garantirne l’incolumità:

    magistrati, agenti e funzionari di polizia, intelligence dei servizi segreti.

    Lo stato democratico viene stretto d’assedio contemporaneamente dal suo storico nemico, l’anti-stato delle organizzazioni mafiose, e da parti infedeli di quegli stessi apparati pubblici che invece ne dovrebbero garantire difesa e tutela.

    Una ecatombe di illegalità diffuse, di corruzione dilagante, di mafiosità imperante.

    Questa immondizia che soffoca la vita civile va assolutamente ripulita e neutralizzata, con forza e determinazione, con autorevolezza ed immediatezza.

    La “furbetteria italiana” va assediata, indagata, processata, condannata e punita in tempi brevi e certi, avendo l’accortezza di impedire che l’abuso delle funzioni pubbliche e del potere pubblico sia incentivato invece che mortalmente punito.

    Bisogna allontanare dal potere pubblico chiunque dimostri di non saperlo amare, rispettare e difendere.

    E non c’è bisogno di una condanna negativa della magistratura per operare in tal senso:

    serve solo l’uso della forza pubblica applicata dalle autorità competenti.

    Sempre che le autorità competenti non siano già state infiltrate dalla furbetteria.

    Urge dimostrare che così non è:

    sia al popolo dei cittadini sia agli osservatori esteri, sempre più convinti della assoluta mafiosità del sistema italia e della sua conseguente incapacità di uscire dalla crisi politica, istituzionale, esecutiva, legislativa, economica e finanziaria che rischia di uccidere definitivamente quanto resta di quello che una volta, veniva chiamato il belpaese.

    Gustavo Gesualdo

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