Cosa vuoi vedere?

Cosa vuoi vedere?

Insomma, domani la giornata avrà fatto notizia e tutti i giornali parleranno della prima sanzione palese del confronto Fini-Berlusconi. E va bene. Sarà come una finale dei mondiali risolta letterariamente da un rigore inesistente e battuto col cucchiaio dopo novanta minuti di melina. Però questo partito continua a vincere le elezioni e avere la maggioranza per qualche ragione più che legittima, ma che non è di certo la costruzione di un pensiero, di una visione o di una competenza. Oggi non lo ha mostrato, e ne aveva mille occasioni. Questa è la ragione per cui il progetto finiano – qualunque cosa contenga – è benvenuto. Non si vede altro, dentro il Partito dell’Amore.

By |2010-04-22T18:57:52+00:00Aprile 22nd, 2010|Mondo|13 Comments

About the Author:

Circolo del Partito Democratico di Cordenons. Contatti: Piazza della Vittoria, 4 Cordenons | email: pdcordenons@gmail.com | Facebook: Partito.Democratico.Cordenons | Twitter: @pdcordenons | Instagram: @pd.cordenons

13 Comments

  1. Luca Bagatin 23 Aprile 2010 at 13:23 - Reply

    Il PdL continua a vincere le elezioni semplicemente perché non esiste un’opposizione.
    Gianfranco Fini è oggi forse l’unico a poterne costruire una, spaccando costruttivamente il PdL e costruendo un’intesa programmatica con Udc, Api, laici e liberali.
    Urge una nuova, autentica, coalizione di centro-destra contro i conservatori filo-leghisti e contro questo inconcludente centrosinistra.

    • admin 24 Aprile 2010 at 16:48 - Reply

      Luca non inserire link all’interno dei commenti perché li segnala come spam e non li vedo immediatamente.

  2. Luca Bagatin 24 Aprile 2010 at 15:44 - Reply

    Fini è oggi l’unico che può costruire un’opposizione credibile al neo-statalismo conservatore di Berlusconi al traino della Lega Nord.
    Un’opposizione di nuovo centro-destra di ispirazione gollista e liberaldemocratica, che possa vedere anche l’attiva partecipazione del PRI e del PLI, dei Radicali se lo vorranno, e dei centristi di Udc e Api, con un programma di riforme che già questi partiti hanno messo all’Ordine del Giorno dei rispettivi programmi: sostegno alle piccole e medie imprese; riduzione delle imposte; abolizione delle Province e degli enti inutili; politica estera ancorata all’Occidente.

    • admin 24 Aprile 2010 at 16:46 - Reply

      Vedo che basta lo starnuto di un moscerino per far tremare l’elefante

  3. Luca Bagatin 24 Aprile 2010 at 17:58 - Reply

    Più che altro, direi che è venuto il momento di costruire il partito dell’Elefante italiano.

  4. Giacomo Lagona 24 Aprile 2010 at 19:22 - Reply

    Pensi positivo, dato che il primo elefante assieme a Mariotto Segni morì al primo vagito anni fa.
    Perdi colpi 😀

    • admin 24 Aprile 2010 at 19:58 - Reply

      Alle elezioni europee del 1999 fuse (Mario Segni ndr) quel che rimaneva del suo partito con Alleanza Nazionale sotto il simbolo de L’Elefantino (richiamandosi al Partito Repubblicano americano) […] Il pessimo risultato conseguito in quelle consultazioni (10% delle preferenze) portò alla successiva (e definitiva) divisione tra AN e il “Patto”.

  5. Luca Bagatin 25 Aprile 2010 at 14:53 - Reply

    Caro Lagona, è arcinoto che ogni progetto di Mario Segno è destinato a naufragare inesorabilmente.
    Ad ogni modo, quello dell’elefantino di allora (correvano le elezioni europee del ’99), non era nemmeno un progetto, ma una boutade (come ogni progetto del Segni di cui sopra, del resto).
    Oggi le cose sono molto diverse ed infatti ho scritto: “…è venuto il momento di costruire il partito dell’Elefante italiano”.
    Il mio è un auspicio al fine di normalizzare la situazione politica italica, oramai senza appigli ideali e con pochissimi sbocchi concreti.
    Forse il Fini di oggi, una nuova prospettiva la può fornire.

    • Giacomo Lagona 25 Aprile 2010 at 16:50 - Reply

      Credi davvero che un eventuale elefantino italiano sia diverso da un grosso grasso matrimonio di convenienza? (Prodi, do u remember?)
      Del tuo auspicio ne condivido i fini sul merito e sugli sblocchi, credo però non sia ancora arrivato il momento in cui un alleato del grand’uomo possa veramente farsi largo nel mare magnum del Pdl fondando un suo schieramento e con questo lo corroda al suo interno. Questo a prescindere da chi sia quell’uomo, e dato che in questo momento parliamo di Fini, credimi, ho così tanta scarsa fiducia in quell’uomo che nemmeno me lo pongo il problema. Vedi tu quanto comunista sono 😉

  6. Luca Bagatin 26 Aprile 2010 at 13:54 - Reply

    Caro Lagona, non ne faccio un discorso di “comunista o meno”.
    Io stesso, a 16 anni, pur sbagliando (ma se non lo si fa da adolescenti….), ero un giovane comunista tesserato e ho sempre avuto ammirazione per certi correnti libertarie della sinistra, così diverse dal monolitismo cattocomunista (Pci-Dc), illiberale, conservatore, legato al Potere ed ai Poteri.
    Premessa a parte, penso che da parecchi anni Gianfranco Fini sia il politico più laico e liberale che ci sia. Leggevo l’altro giorno, su “Il Secolo d’Italia” (foglio che acquisto sempre più volentieri visto l’ampio spazio che da alla cultura libertaria, beatnik e relativa ai diritti civili) l’intervista fatta al politologo Giorgio Galli. Questi affermava che la “corrente finiana” rappresenta oggi la destra liberale europea che in Italia si rifà a Einaudi e Malagodi. Galli, in particolare, afferma che Fini è più un leader liberaldemocratico che un leader conservatore europeo.
    Sono convinto che abbia ragione e la cosa, da osservatore, mi interessa parecchio.
    Forse i tempi non sono maturi in un Paese clericalizzato e cloroformizzato come il nostro ?
    Chissà…..
    Può essere, ma, mentre sino a una decina di anni fa non vi era alcuna base per la costruzione di un forte polo liberaldemocratico, magari gollista, magari repubblicano all’americana (ma mai conservatore, come erroneamente credono “i sinistri di casa nostra”) oggi più di qualche cosa si sta muovendo.
    Berlusconi, poi, anagraficamente non è eterno. E se il PdL, come sembra, vorrebbe affidarsi a Tremonti…..la vedo davvero dura possa ancora pensare di tenere unito un governo coeso ed autorevole.

  7. Giacomo Lagona 26 Aprile 2010 at 14:18 - Reply

    Dato che pare sia sempre il tuo uccello del malaugurio, oggi Bocchino ha dato le dimissioni da vice capogruppo alla Camera e Fini ieri dalla Annunziata ha fatto marcia indietro su gran parte delle accuse che ha mosso al suo capo.
    Certo, lui ribadisce con piglio deciso che non si è pentito di nulla, però guarda caso ha detto due o tre cose che fanno pensare al contrario. Le cito testualmente:

    “Non voglio fare nuovi partiti“, “La leadership è una; ma abbiamo la volontà di porre questioni decisive e necessarie per il PdL. I sondaggi servono a far capire che non c’è ipotesi di elezioni anticipate ed è da irresponsabili parlarne“, “Queste elezioni rappresenterebbero il fallimento di Berlusconi, non ci saranno imboscate in Parlamento, noi faremo lealmente la nostra parte affinché il programma sia rispettato. Oggi rischieremmo la fine della Grecia se andassimo alle urne“, “Non dobbiamo abbandonarci al centralismo carismatico, ma questa questione la considero superata definitivamente“, “Io condivido il federalismo fiscale, ma se non conosciamo costi, tempi di equazione e fondi perequativi, rischia di essere un semplice titolo. Discutiamo dei numeri“, “Dobbiamo pensare a come riattivare l’economia e favorire la ripresa. Il ministro Brunetta ha detto cose non dissimili dalle mie, sul punto“.

    Come lo chiami tu, marcia indietro o populismo alla berlusconiana?

    Ciao 😉

  8. Natale Sorrentino 27 Aprile 2010 at 17:50 - Reply

    Io la chiamo “calata di braghe”.

  9. Luca Bagatin 28 Aprile 2010 at 13:43 - Reply

    Penso semplicemente che Fini stia prendendo tempo.
    Berlusconi non è eterno…..e la svolta è dietro l’angolo.

Leave A Comment

1 + due =