La #buonascuola per far crescere il Paese

La #buonascuola per far crescere il Paese

LA ‪#‎BUONASCUOLA‬. FACCIAMO CRESCERE IL PAESE

A – VALUTAZIONI GENERALI
Il ddl sulla buona scuola è uno dei provvedimenti più qualificanti dell’azione di governo poiché si pone l’obiettivo di innalzare la qualità della scuola, valorizzare il lavoro degli insegnanti e realizzare pienamente l’Autonomia scolastica.
Per realizzare questo progetto il governo ha stanziato 1 miliardo di euro per quest’anno e 3 miliardi dal prossimo anno, dopo anni nei quali erano state sottratte alla scuola pubblica risorse per 8 miliardi.

Uno degli aspetti più significativi della “buona scuola” riguarda il piano straordinario di assunzioni dopo anni di tagli e interventi legislativi sbagliati. Nel 2006 il governo Prodi aveva elaborato un piano triennale di assunzioni che avrebbe consentito di assorbire il precariato esistente chiudendo le graduatorie. Tuttavia, il piano, dopo l’immissione di una prima tranche di precari, non è stato definitivamente attuato per il cambio di governo (Ministra Gelmini), per cui non solo non si è più assunto, ma sono stati tagliati migliaia posti, 80000 solo dal 2009 al 2011. Con questo ddl finalmente si torna a investire sull’istruzione. In particolare, si prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 100.703 precari, in primo luogo quelli inseriti nelle GAE (che verranno finalmente chiuse), che hanno giuridicamente il diritto all’assunzione, ed i vincitori dell’ultimo concorso. Nelle scuole il prossimo anno lavoreranno 50.000 insegnanti in più rispetto all’attuale organico di fatto e soprattutto le scuole finalmente avranno un organico funzionale stabile. Saranno conservati gli scatti di anzianità e verranno investiti ulteriori 200 milioni per premiare il merito degli insegnanti. Per la formazione saranno stanziati 40 milioni e verrà definita per ciascun insegnante una card del valore di 500 euro l’anno per consumi culturali (libri, mostre, cinema, tecnologie).
Per realizzare la piena attuazione dell’autonomia scolastica nel ddl si ridefinisce il ruolo del dirigente scolastico tenendo conto delle responsabilità che già ha e si definisce l’organico dell’autonomia, funzionale al piano dell’offerta formativa

B – IL PUNTO SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
In Commissione ad oggi abbiamo esaminato e votato i primi 5 articoli e nei prossimi giorni completeremo l’analisi del provvedimento per arrivare, secondo il calendario deciso dalla Camera, al voto finale in aula il 19 maggio. Devono quindi ancora essere esaminati in Commissione molti articoli che riguardano ulteriori nuove responsabilità del dirigente scolastico, il piano delle assunzioni, gli argomenti da affidare a deleghe successive ecc… Nel lavoro di commissione abbiamo svolto il nostro ruolo di parlamentari migliorando il testo pur mantenendolo intatto nella sua filosofia.
Come?

  1. IL SENSO DELLA RIFORMA: l’art.1 riformulato contiene il senso del provvedimento, i suoi obiettivi e gli strumenti per realizzarli. Descrive quindi una scuola autonoma nella sua dimensione organizzativa, didattica e di ricerca da realizzare entro un quadro di ampia collaborazione professionale, aperta verso il territorio, inclusiva.
  2. ORGANI COLLEGIALI: gli organi collegiali acquisiscono un valore aggiunto. Il collegio elabora piani triennali che saranno approvati dal consiglio istituto. Il ché significa una maggiore partecipazione degli studenti e dei genitori
  3. ORGANICO DELL’AUTONOMIA: Il potenziamento dell’organico non solo garantirà alle scuole più docenti e docenti stabili, senza cambi in corso d’anno, ma tutti i docenti faranno parte dell’organico dell’autonomia avendo funzione di insegnamento, organizzazione, potenziamento, coordinamento, progettazione. Nessun docente di serie A o di serie B. Si chiarisce che l’organico della autonomia si fonda sulle esigenze delle scuole, che richiedono gli insegnanti di cui hanno bisogno e si chiarisce il ruolo degli uffici scolastici regionali che li attribuiscono alle scuole.
  4. IL CURRICULUM DELLO STUDENTE: finalmente gli studenti e le studentesse potranno scegliere quali discipline approfondire, oltre a quelle curricolari, grazie alle risorse delle scuole. Una scuola a misura di studente e delle sue potenzialità.

C – APPROFONDIMENTO SUL PIANO DELLE ASSUNZIONI
Le assunzioni previste dal disegno di legge la buona scuola sono 100 mila (tutte a partire dall’anno scolastico 2015-2016). Inoltre, nel mese di ottobre 2015 verrà bandito un concorso per 60.000 posti (sul triennio 2015-2018). Al concorso potranno partecipare tutti i docenti in possesso di un titolo abilitante.
55 mila assunzioni sono quelle previste dal turn over sui posti vacanti e disponibili. La novità consiste nelle 45 mila assunzioni non previste dal turn over ma AGGIUNTIVE per il potenziamento dell’organico dell’autonomia. Grazie a queste immissioni in ruolo ogni scuola potrà beneficiare di un 8% in più per il miglioramento dell’offerta formativa.
Tutti i docenti che entreranno negli albi territoriali sono docenti di ruolo con un contratto a tempo indeterminato: nessuno potrà revocargli il contratto dopo 3 anni. Questo significa che nella definizione del piano triennale il dirigente insieme al comitato di valutazione individuerà dall’albo. I docenti iscritti agli albi sono esattamente quelli che servono alle scuole per coprire il fabbisogno e quindi nessuno resterà fuori. Si darà così stabilità alla didattica e maggiori opportunità ai docenti. Qualora nell’albo non vi fosse il docente della disciplina che serve alla scuola, si continueranno a reclutare i docenti dalle GI per supplenze annuali o superiori ai 10 giorni. In questo senso, non si può assolutamente dire che verranno licenziati gli insegnanti.
Infatti:

  • chi è nell’albo ha un contratto a tempo indeterminato
  • chi è nelle graduatorie d’istituto potrà continuare a fare le supplenze fino al prossimo concorso.

Un docente potrà iscriversi a più albi che avranno una dimensione ridotta rispetto al progetto iniziale e coincideranno con una rete di scuole.

Tutti i docenti che hanno superato i 36 mesi anche non continuativi potranno continuare ad insegnare. Infatti, nonostante la sentenza europea ci obblighi correttamente a risarcirli non prevede che essi vengano ulteriormente penalizzati. Per questo, in attesa del concorso, la norma del ddl che prevedeva lo stop a tutti i contratti di 36 mesi anche non continuativi su tutti i posti è stata modificata ed entrerà in vigore (divieto di reiterazione dei contratti a tempo determinato) a partire dall’entrata in vigore della legge.

È stato previsto inoltre un piano di mobilità straordinaria a partire dall’anno 2016 2017 su tutti i posti. In questo senso, i docenti che avranno il ruolo otterranno un’assegnazione provvisoria nell’attesa dell’attuazione del piano che consentirà a molti docenti in ruolo da anni di essere trasferiti vicino casa.

By |2015-05-05T10:34:24+00:00Maggio 5th, 2015|Governo|0 Comments

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