Attacco israeliano a convoglio umanitario [live!]

Attacco israeliano a convoglio umanitario [live!]

Protest at Israeli ambassador's residence in Ankara

All’alba di stamattina l’esercito israeliano ha attaccato la nave turca Mavi Marmara che faceva parte della Freedom Flottilla partita da Cipro per portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. Secondo gli ultimi aggiornamenti ci sarebbero almeno 19 morti e una sessantina di feriti. La situazione è molto difficile, cercheremo di aggiornare quasi in tempo reale qua sotto.

Ore 23.50: i morti sarebbero “solo” nove, i feriti 34 e gli arrestati tra gli attivisti 32, almeno a quanto dice Haaretz su Twitter.

Ultimo aggiornamento ore 22.30 – In tarda serata il sottosegretario Gianni Letta spiega di non sapere nulla sulla sorte dei cinque italiani imbarcati sulla Flottilla, presumibilmente sono stati arrestati e, come il freelance Manuel Zani, non hanno voluto essere espatriati per accettare l’iter giudiziario e far luce su quanto è successo. Haaretz dice che i morti sono nove, 34 i feriti e 32 gli attivisti arrestati. Milano, Roma, Napoli e Bologna sono le città in cui si sono svolte le manifestazioni pro-Palestina. A Roma è tensione davanti alla zona ebraica della capitale, quando alcuni manifestanti hanno urlato “assassini fascisti” verso degli italo-israeliani. In Grecia la polizia è costretta a lanciare lacrimogeni per l’esuberanza dei 2500 protestanti davanti all’Ambasciata israeliana.

Il vice segretario generale della Nato Claudio Bisogniero, in mancanza del segretario in visita in Lettonia, domani presiederà una riunione dei capi del Patto Atlantico per discutere della crisi mediorientale. Alle 17.00 ora locale, la nave turca Mavi Marmara attracca nel porto di Ashdod in Israele dove circa 80 passeggeri vengono arrestati e il resto viene espulso.  “I soldati hanno cominciato a sparare non appena hanno messo piede sulla nave. Hanno sparato anche a civili che dormivano”, è il comunicato di Free Gaza Movement su Twitter. Gino Strada per conto di Emercency condanna categoricamente l’eccidio di Gaza: “Quello che è certo è che, ancora una volta, si è scelto di usare lo strumento della violenza, anzichè le armi della politica e del dialogo, e a farne le spese sono i civili”. «Esprimo grande rammarico per i morti e i feriti, ma è necessario sottolineare che la flottiglia ha portato avanti una provocazione che nulla ha a che vedere con intenti umanitari, altrimenti avrebbe accettato la richiesta che Israele le rivolgeva da giorni di far attraccare le navi al porto di Ashdod per essere ispezionate prima di far passare i doni a Gaza. La flottiglia ha invece raggiunto il proprio obiettivo, ovvero creare una grave crisi nei rapporti internazionali con un’azione di disturbo da parte di gruppi simpatizzanti di Hamas a bordo della nave. L’organizzazione terroristica, va ricordato, ha giurato di distruggere Israele e governa la Striscia di Gaza illegalmente da 3 anni danneggiando in primis la popolazione palestinese» dichiara Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera.

Si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell’Onu. «Il coraggio e il sacrificio di quelli che, nel nome della giustizia, si trovavano a bordo mi fa sentire piccola. Ogni nave che cerca di rompere il blocco è una nave della speranza, perché il 95 per cento dell’acqua potabile a Gaza è al di sotto degli standard dell’Oms e questo mette migliaia di neonati a rischi di avvelenamento; un terzo delle scuole è stato distrutto durante l’operazione ‘piombo fuso’ e non è stato ancora ricostruito; il 95 per cento delle attività commerciali è fallito per l’assedio e l’80 per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà». A dirlo è la regina Rania di Giordania sul suo Twitter. Nel frattempo a Istanbul diecimila persone si sono riversate nelle strade turche per manifestare contro Israele, e in Italia oltre a Roma si prepara una manifestazione anche a Bologna sempre per le 17.00.

«L’attacco delle forze militari israeliane contro la flotta pacifista in acque internazionali è ingiustificato ed è una chiara ed inaccettabile violazione della legge internazionale, in particolare della quarta Convenzione di Ginevra». Lo dichiara il presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek in una nota. “Le parole del sottosegretario agli esteri Mantica sull’assassinio di pacifisti avvenuto da parte della marina israeliana sono un’infamia. Definire una ‘voluta provocazione’ il tentativo di volontari di rompere l’assedio di Gaza è un tentativo di giustificazione del massacro senza pudore”. Lo dichiara il responsabile esteri del Prc, Fabio Amato. “Probabilmente c’erano delle armi da fuoco. Non cedere alle provocazioni non può nemmeno voler dire sacrificare la propria vita. Quando la vita dei soldati è in pericolo come chiaramente in questo caso è normale e internazionalmente accettato che si abbia il diritto di difendere la propria vita”. Lo ha detto l’ambasciatore israeliano a Parigi, Daniel Shek.

Dall’Onu arriva il monito del segretario Ban Ki-Moon: “Sono sconvolto, ma è cruciale che ci sia un’inchiesta completa per determinare esattamente come sia successo questo bagno di sangue”. Il deputato libanese Hassan Fadlallah, a nome degli Hezbollah, definisce l’attacco “un crimine contro l’umanità”, in Italia i parlamentari del Pd Vannino Chiti e Rosy Bindi si dicono turbati per la spropositata violenza. Il presidente dell’Assemblea nazionale Bindi afferma: “Un atto di forza irresponsabile e ingiustificabile, che rischia di innescare una nuova ondata di violenze. Siamo profondamente colpiti e turbati da quanto è avvenuto questa notte in acque internazionali”. Dello stesso avviso è Chiti, il quale rispondendo ai cronisti va anche oltre: “Il terribile episodio consumatosi nelle acque internazionali di fronte alla striscia di Gaza deve imporci un impegno urgente per riannodare il processo di pace israelo-palestinese. Le responsabilità dell’atto dovranno essere chiarite senza incertezze, anche se la sproporzione dell’intervento è resa evidente dal numero dei morti e dei feriti tra i passeggeri del convoglio di sei navi Freedom Flotilla – attivisti per la pace, deputati di diverse nazionalità, giornalisti e operatori delle Ong in missione umanitaria – ancora tragicamente incerto”. “Quello che si è consumato stanotte con l’assalto di militari israeliani in acque internazionali alla Freedom Flotilla diretta a Gaza, è un atto di puro terrorismo che colloca il governo Nethanyau fuori dalla legalità internazionale e che impone adeguate reazioni diplomatiche da parte dell’Unione europea e dello stesso governo italiano, visto che a bordo ci sono diversi nostri concittadini”. E’ quanto dichiara il senatore Pd Roberto Della Seta, membro della Commissione speciale per i Diritti Umani. “Un attacco inaccettabile su cui occorre fare piena luce, imponendo alle autorità israeliane la massima collaborazione per chiarire le dinamiche di un’aggressione che rischia di avvelenare, ulteriormente, il clima politico e sociale del Medio Oriente”. Lo dice l’europarlamentare Luigi De Magistris.

Ore 12.19 – Israele richiama d’urgenza il Primo Ministro Netanyahu interrompendo la visita in Canada e rinviando quella con Obama.

Ore 12.05 – L’ambasciatore turco richiamato in patria: la Turchia rompe le relazioni diplomatiche con Israele

Ore 12.02 – Secondo fonti della Free Gaze, anche la nave greca Sfendoni ha subito un attacco dall’elicottero e da alcuni gommoni israeliani.

Ore 11.55 – Per il ministro Frattini «è un fatto assolutamente grave, serve un’inchiesta». Secondo il quotidiano più diffuso negli Emirati Arabi, il Gulf News, l’aggressione è «un atto di terrorismo di stato»

Ore 11.45 – «Il governo italiano si faccia interprete dell’esigenza di garantire i flussi di aiuti umanitari diretti verso Gaza e ancor prima si attivi con il governo Netanyahu perché Israele abbandoni reticenze e ambiguità e accetti di negoziare una vera pace con i palestinesi. Il gravissimo assalto alle navi delle Ong, infatti, è gravido di conseguenze negative per il processo di pace in Medio Oriente e rischia di neutralizzare ogni sforzo da parte della comunità internazionale». Lo dice il vicepresidente dei deputati del Partito Democratico Alessandro Maran.

Ore 11.35 – Secondo Le Parisien ci sarebbero sette francesi tra i rappresentanti di Free Gaza attaccati dalla marina israeliana.

Ore 11.29 – Mentre anche la Danimarca convoca l’ambasciatore israeliano, in Italia l’Idv col portavoce Orlando afferma che «Quanto accaduto è di una gravità inaudita, chiediamo al governo di venire a riferire immediatamente in Aula e sollecitiamo Israele perché avvii una rigorosa inchiesta, accertando ogni responsabilità su quanto accaduto»

Ore 11.28 – Pare che ci sia anche un deputato turco tra i morti di Gaza. Nicki Vendola, governatore della Puglia, dice che si tratta di un atto di barbarie infinito.

Ore 11.25 – A bordo della Flottilla c’era anche due deputate tedesche della Linke. Il ministro dei trasporti turco contraddice ciò che aveva affermato il Capo di Stato Maggiore israeliano dicendo che le navi erano in acque internazionali.

Ore 11.22 – Navi Pillay, a nome L’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu, si dice «scioccata dalle informazioni secondo le quali una missione umanitaria è stata attaccata questa mattina, causando morti e feriti mentre la flottiglia si avvicinava della costa di Gaza». Anche il Belgio considera l’attacco israeliano alla Freedom Flottilla sproporzionato ed «estremamente deplorevole la quantità di forza usata. Tuttavia, il diritto di Israele a vivere in pace resta un fattore di immensa importanza». A dirlo è il ministro degli Esteri Steven Vanackere.

Ore 11.18 – Il segretario nazionale del Prc-Se, Paolo Ferrero, in un comunicato afferma: «Reputo vergognoso l’assassinio da parte dell’esercito israeliano dei pacifisti che facevano parte della Freedom Flottilla, la piccola flotta di navi carica di aiuti per la popolazione civile di Gaza. Invito tutti ad aderire al boicottaggio dei prodotti israeliani, come prima forma concreta di protesta contro chi cerca di impedire la pratica della pace».

Ore 11.15 – Prime considerazioni dal governo italiano. «Non ho ancora elementi sufficienti per capire cosa sia successo ma la questione era nota da giorni. Questa vicenda si può classificare come una voluta provocazione: aveva un fine preciso, politico. Possiamo discutere sulla reazione israeliana – osserva il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica – ma pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda. Credo che in operazioni di guerra così delicate queste azioni spettacolari servano solo a peggiorare la situazione e a rendere ancora più impraticabile la strada del dialogo. Mi pare che sia in atto una voluta provocazione per vedere fino a che punto Israele reagisce. Poi, sul merito della reazione israeliana, non do giudizi perchè ancora non conosco bene i fatti ma sperare che Israele non reagisse era un’illusione. Il principio della rappresaglia israeliana – conclude – è un principio conosciuto nel mondo».
Il generale Benayahu, portavoce dell’esercito israeliano, ha riferito che l’attacco è stato compiuto in acque internazionali: «Il commando ha agito tra le 4,30 e le 5,00 del mattino a una distanza di 70-80 miglia». Secondo gli accordi di Oslo del ’93, Israele controlla le acque territoriali al largo di Gaza fino a 20 miglia nautiche, per cui l’attacco era in territorio israeliano, ma – continua il generale – è importante «ignorare chi ha dato l’ordine di sparare».

Ore 11.10 – A Istanbul sfilano non meno di 5mila persone per la centralissima piazza Taksim per protestare contro l’attacco alla nave turca, a Roma è prevista una manifestazione alle 17.00 in piazza S. Marco.

Ore 11.00 – «L’attacco israeliano contro il convoglio di aiuti è un passo folle e pericoloso che esacerberà le tensioni nell’area. Il Libano condanna fermamente questo attacco e chiede alla comunità internazionale di agire per porre fine a questa continua violazione dei diritti umani e a questa minaccia per la pace internazionale». A dirlo è il Primo Ministro libanese Saad Hariri.

Ore 10.57 – Secondo l’AdnKronos gli italiani a bordo si aspettavano l’attacco da un momento all’altro, anche se non di queste proporzioni.

Ore 10.55 – Il portavoce del premier Netanyhahu attribuisce ai filo-palestinesi le colpe dell’attacco, perché, dice, «Sono stati loro a dare il via alla violenza. Abbiamo fatto ogni sforzo possibile per evitare lo scontro: il mandato ai militari era che si trattava di un’operazione di polizia e di usare la massima attenzione. Sfortunatamente i militari sono stati attaccati con violenza dalle persone a bordo, che hanno utilizzato sbarre, coltelli e colpi d’arma da fuoco»

Ore 10.48 – Il ministro degli Esteri francese Kouchner si è detto « profondamente sconvolto perché tanta violenza non è giustificabile» chiedendo un’inchiesta per accertare i fatti.

Ore 10.40 – Il presidente iraniano Ahmadinejad ha commentato: «E’ disumano e contribuirà a farli scomparire». La Grecia ha annullato tutte le operazioni congiunte con Israele.

Ore 10.35 – Stoccolma convoca l’ambasciatore israeliano; secondo fonti del Ministero degli Esteri, Ankara chiederà ad Israele la consegna dei turchi feriti; il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, si è dichiarato “molto preoccupato per quanto accaduto”; ad Amman, capitale giordana, è appena iniziata una manifestazione di protesta contro gli attacchi israeliani dove si chiede la chiusura dell’Ambasciata d’Israele in Giordania. Lo riferisce la tv araba Al Jazeera.

Ore 10.10 – La polizia a Istanbul fa fatica a contenere la manifestazione di protesta nel quartiere di Levent davanti al Consolato israeliano; secondo quanto riferisce la tv araba Al-Arabiya, il Ministero degli Esteri israeliano ha chiesto ai connazionali di lasciare immediatamente la Turchia onde evitare ritorsioni.

Ore 10.00 – Madrid e Kuwait City: “vogliamo spiegazioni” dal governo israeliano.

Ore 9.50Haaretz riferisce che il Primo Ministro Netanyahu sta considerando l’ipotesi di annullare la visita negli Stati Uniti, mentre la Lega Araba si riunirà domani per decidere le linee da adottare per l’attacco.

Ore 9.43 – Fonti militari israeliane comunicano che i morti salgono a 19, mentre i feriti ricoverati sono 16 di cui 10 militari accoltellati durante i primi scontri. La Grecia richiama il proprio Ambasciatore da Israele.

Ore 9.35 –  Sarebbero almeno cinque gli italiani a bordo della flotta, però al momento non si hanno loro notizie perchè il telefono satellitare che avevano a bordo è spento. La Farnesina ha comunque comunicato che per il momento non risultano vittime tra i nostri connazionali.

Ore 9.25 – Il video delle dimostrazioni davanti al Consolato israeliano a Istanbul

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Ieri sera è partito da Cipro un convoglio umanitario chiamato Freedom Flotilla con l’intento di violare l’embargo israeliano su Gaza e portare aiuti umanitari alla Striscia. Il convoglio composto da sedici imbarcazioni – otto navi, quattro navi cargo (finanziate rispettivamente da Algeria, Kuwait, Free Gaza Irlanda e da un’associazione umanitaria europea)  e quattro navi passeggeri (una finanziata dalla Turchia e una si chiama “Ottomila” come il numero di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane) – è finanziato dalle organizzazioni Free GazaIHH, quest’ultima fuorilegge in Israele perché accusata di aver finanziato Hamas negli anni scorsi. Delle sedici di partenza due hanno avuto problemi e sarebbero dovute partire stamane, se non fosse che all’alba di questa mattina un’imbarcazione è stata attaccata da una nave da guerra israeliana, e in base alle ultime informazioni fornite da Haaretz ci sarebbero sedici morti e oltre sessanta feriti.

Le agenzie riportano che la nave attaccata è la turca Mavi Marmara, da una prima ricostruzione pare che la carneficina sia nata perché alcuni passeggeri avrebbero fatto resistenza ai militari saliti a bordo per controlli e abbiano cercato di togliere le armi ai soldati. Dalle prime notizie, pare che tra i morti ci sia anche Raed Salah, leader del Movimento Islamico israeliano-fazione nord. Su Al Jazeera stamattina gli organizzatori sostenevano che i militari avevano aperto il fuoco subito saliti a bordo, mentre la radio militare israeliana parlava di “uomini armati con oggetti acuminati”.

Naturalmente il Primo Ministro turco Erdogan ha immediatamente chiesto spiegazioni al governo israeliano e aperto un’unità di crisi, l’ambasciatore israeliano ad Ankara è stato convocato dal governo turco ma non riesce a lasciare la sua abitazione perché accerchiata dai manifestanti contro l’attacco alla Mavi Marmara.
Il Ministro degli esteri israeliano Ahmet Davutoglu è in viaggio ufficiale in Brasile e Usa, ma viene costantemente aggiornato sulla situazione in patria ed in stretto contatto con Erdogan; il suo omologo turco riferisce che “Questo incidente, avvenuto in mare aperto e in violazione delle leggi internazionali, potrebbe portare a conseguenze irrimediabili nelle nostre relazioni bilaterali” mentre Abu Mazen, leader dell’Anp, definisce l’accaduto “un massacro” sollecitando una riunione d’urgenza dell’Onu. Anche la Comunità Europea ha chiesto un’indagine sull’accaduto.

Come si vede da uno dei primi video girati durante i controlli israeliani sulla nave, ci sono i militari che accerchiano i dimostranti mentre almeno due navi e un elicottero sorvegliano l’imbarcazione turca.

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By |2010-05-31T09:30:00+00:00Maggio 31st, 2010|Mondo|10 Comments

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10 Comments

  1. […] Le informazioni sull’attacco israeliano alla nave turca Mavi Marmara, che faceva parte della Freedom Flottilla partita da Cipro per portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza, è in continuo aggiornamento qui. […]

  2. Natale Sorrentino 31 Maggio 2010 at 13:18 - Reply

    Nella loro lucida follia hanno dichiarato guerra al mondo intero. Fermiamoli! Liberiamo il popolo di Gaza prima della mattanza!

    • admin 1 Giugno 2010 at 00:56 - Reply

      Non è che i palestinesi siano un popolo di santi!!

      • raffaele 25 Settembre 2010 at 11:01 - Reply

        sante parole!!! Gli Israeliani sono stati brutalmente attaccati dai soliti pseudopacifisti stile brigate rosse.

  3. Luca Bagatin 1 Giugno 2010 at 14:16 - Reply

    Finalmente una cosa in cui siamo d’accordo, caro admin !

  4. iki 7 Giugno 2010 at 00:30 - Reply

    E questi sono i “pacifisti umanitari” ?
    Prima della loro partenza, gli attivisti “pacifisti” imbarcati sulla nave Marmara cantavano inni per la distruzione degli ebrei e dichiaravano la loro volontà di morire da “shahid” (martiri), il termine usato dai terroristi islamisti suicidi.
    Parla un “martire” umanitario! –
    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=WPZE1otmx9c&feature=player_embedded]
    Pacifisti, brutta razza! – http://www.ilfoglio.it SABATO 5 GIUGNO 2010
    Ecco chi sono gli italiani in rotta su Gaza. Lavorano per la radio dell’Iran,
    scrivono su siti negazionisti che denigrano “l’ebreo Carlo De Benedetti”,
    firmano appelli sul “cosiddetto olocausto” e assistono i figli dei kamikaze
    Angela Lano ha fatto parte del gruppo di italiani saliti a bordo della “Mavi Marmara”
    Lano è una collaboratrice di TerraSanta-Libera, uno dei principali portali dell’antisemitismo
    italiano monitorato anche dal Parlamento. Un sito web in cui lo stesso
    Carlo De Benedetti viene definito senza giri di parole “ebreo sionista”, oppure semplicemente “l’ebreo De Benedetti”. Terra- SantaLibera è una sorta di ricettacolo di
    tutti gli stereotipi antiebraici, sia di matrice laica sia religiosa, in nome della “solidarietà
    e supporto alla Palestina”. Vi si possono scaricare persino “I Protocolli dei Savi di Sion”, il falso che oggi fa bella mostra di sé nelle librerie del mondo arabo islamico.

    • raffaele 25 Settembre 2010 at 11:03 - Reply

      eccellente!

  5. Iki 25 Settembre 2010 at 12:13 - Reply

    Alla redazione in merito al vostro “non esageriamo” – purtroppo è la grave verità !
    guardate:

    • Redazione 25 Settembre 2010 at 14:39 - Reply

      Ne abbiamo postato anche noi di video che danno la colpa agli israeliani, ma le indagini successive – fatte un po’ da tutti – indicano che la flottiglia non ha ubbidito agli ordini, per cui anche loro hanno sulla coscienza i morti. Dire poi che Israele ha fatto un uso spropositato della forza naturalmente siamo tutti d’accordo, ma cerchiamo di rimanere sui fatti e non solo sulle ideologie personali.

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